La misura è colma: protesta degli infermieri brianzoli

Il NurSind Monza e Brianza sta registrando, in questi giorni di ripresa dell'epidemia da SARS-COV2, numerose lamentele di colleghe e colleghi delle due ASST brianzole: Monza e Vimercate.

Gli operatori sanitari sono disorientati, scompensati, arrabbiati a causa di una poco trasparente e frammentaria serie di ordini e contrordini provenienti dai "piani alti". Trasformazione dei reparti da degenza ordinaria a degenza COVID, aumento o diminuzione dei posti letto, trasferimento di personale da un Servizio all'altro, ricorso allo straordinario, cambi turni improvvisi stanno diventando pericolosi forieri di burn-out.

"Sta ricominciando una nuova ondata di epidemia da COVID - denuncia Donato Cosi, Segretario Territoriale del NurSind Monza e Brianza - ma la disorganizzazione era comprensibile a marzo, quando siamo stati tutti colti di sorpresa e gli "eroi" hanno saputo reagire con spirito di sacrificio e dedizione al lavoro. Ma ora, a distanza di mesi dalla prima ondata di contagi, ci saremmo aspettati una struttura organizzativa più preparata".

Invece nulla: siamo punto e a capo.

A volte, anche nell'emergenza, basterebbe il rispetto di elementari regole di comunicazione, di rispetto per i lavoratori, di trasparenza nelle decisioni e nelle comunicazioni.

Il NurSind chiede, quindi, da subito:

1) che ogni decisione, corredata dalle opportune motivazioni, venga condivisa in maniera capillare con gli interessati;

2) che le OO.SS. vengano coinvolte in tutte quelle decisioni che implichino un coinvolgimento del personale;

3) che gli operatori spostati da un Servizio all’altro ricevano formale comunicazione scritta;

4) che gli operatori spostati da un Servizio all’altro vengano valutati dalla Medicina del Lavoro;

5) che ai lavoratori part-time venga limitato, come da contratto, il ricorso al lavoro straordinario.

"La nostra Organizzazione Sindacale - continua Cosi - che, come noto, è composta esclusivamente da infermieri e ostetriche, vigilerà, anche direttamente sul campo, al fine di evitare soprusi, e che questi non diventino "ordinaria amministrazione" con l’alibi

dell'emergenza da COVID".

38 visualizzazioni0 commenti